Going Analogue: Come i brand possono sfruttare il trend offline senza abbandonare i social media

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Written by Juliette Maumelat

Maggio 21, 2026

Scrollare meno. Vivere di più. E pubblicarlo comunque.

Dal journaling e lo scrapbooking alle fotocamere a rullino e agli MP3 player, una nuova ondata di “ritorno all’analogico” sta conquistando i social media. A prima vista sembra un rifiuto del digitale. Ma guardando più da vicino emerge una realtà più sfumata: le persone non stanno abbandonando le piattaforme, stanno ridefinendo come le usano.

Per i brand, questo non è solo un cambiamento di stile di vita. È una risposta a qualcosa di più profondo: la stanchezza dei contenuti, la perdita di fiducia e un bisogno crescente di autenticità.

Perché il trend “analogico” è in crescita proprio ora

Il ritorno dell’analogico non è avvenuto per caso, è una reazione allo stato attuale di internet.

Non è mai stato così facile produrre contenuti. L’IA può generare immagini, testi e intere campagne in pochi secondi. Ma più contenuti non hanno portato a più impatto. Al contrario: i feed sembrano saturi, ripetitivi e sempre più difficili da credere.

Secondo recenti ricerche sui consumatori, il 94% afferma che oggi è più difficile che mai capire cosa sia reale online, evidenziando un divario di credibilità crescente negli ambienti digitali. In risposta, le audience — soprattutto le più giovani — stanno reintroducendo consapevolmente pratiche più lente e offline nella loro vita quotidiana: fotografia analogica, diari scritti a mano, dischi in vinile, momenti senza telefono, tornare a spedire cartoline.

Questo cambiamento riflette una sensazione diffusa che “la versione attuale di internet sia rotta”.

Non si tratta di rifiutare la tecnologia. Si tratta di riprendere il controllo. Le persone stanno diventando più intenzionali:

  • Le sessioni di scroll sono più brevi e selettive
  • L’engagement è più deliberato, meno automatico
  • L’attenzione è trattata come qualcosa di prezioso, non infinito

L’era del consumo passivo sta svanendo.

Dallo stile di vita all’estetica: il paradosso analogico

È qui che il trend diventa particolarmente interessante.

Le persone dicono di volersi disconnettere… eppure continuano a pubblicare contenuti su questo. Il “ritorno all’analogico” si è rapidamente evoluto in un’estetica riconoscibile: photo dump in stile scrapbook, fotografia analogica imperfetta, note scritte a mano e composizioni visive a strati, contenuti del tipo “rullino dimenticato” condivisi giorni o settimane dopo.

Questo tipo di contenuto non sembra prodotto, sembra raccolto. Personale, imperfetto, reale. Ed è questo il cambiamento chiave. Questo movimento non riguarda il disconnettersi del tutto. Riguarda il portare sensazioni offline negli spazi online.

Anche i comportamenti di pubblicazione stanno cambiando. La condivisione in tempo reale sta diminuendo, sostituita da contenuti differiti che danno priorità all’esperienza vissuta rispetto alla documentazione immediata. Quindi sì, le persone vogliono trascorrere meno tempo sul telefono. Ma vogliono ancora condividere, connettersi ed essere viste.

Cosa significa questo per i brand

Questo trend sfida un riflesso fondamentale del marketing: il controllo. Perché i contenuti di ispirazione analogica non funzionano quando sembrano costruiti a tavolino. Non si può industrializzare l’imperfezione né sceneggiare l’autenticità.

Ma questo non significa che i brand siano esclusi. Significa che il loro ruolo deve evolversi. Costruire questo tipo di approccio richiede un cambiamento nel modo in cui l’influencer marketing viene progettato, passando da campagne controllate a una vera partecipazione dei consumatori. (Se vuoi approfondire, lo abbiamo esplorato in dettaglio nel nostro articolo su come costruire campagne di influencer marketing autentiche.)

1. Essere parte della vita reale, non solo dei contenuti

L’opportunità non è creare campagne “dall’estetica analogica”. È essere presenti nei momenti reali e offline. Quando progetti la tua prossima campagna, pensa a come puoi integrare il tuo prodotto o servizio in momenti come: routine di journaling, cucina, lettura, viaggi, utilizzo quotidiano del prodotto.
L’obiettivo si sposta dalla visibilità alla rilevanza nella vita reale.

L’obiettivo si sposta dalla visibilità alla rilevanza nella vita reale.

2. Dare priorità a creator piccoli e credibili

L’autenticità prospera nell’intimità. I creator che vivono davvero questi comportamenti — invece di interpretarli — hanno un impatto molto maggiore. Questo spesso significa:

  • Creator più piccoli
  • Community di nicchia (journaling, cucito, DIY, slow living, benessere…)
  • Storytelling personale e imperfetto

In questo contesto, la credibilità conta più della reach.

3. Curare e amplificare ciò che risuona

Non tutto deve essere pianificato. In un panorama dove l’autenticità guida le performance, la strategia più efficace è spesso osservare ciò che risuona naturalmente e scalarlo.

Alcuni contenuti si distinguono perché sembrano reali, non ottimizzati. Questi sono gli asset che vale la pena amplificare:

  • Attraverso il paid social
  • Nelle pagine prodotto
  • Sui canali owned

Scalare l’autenticità non significa produrre di più, significa riconoscere ciò che funziona e dargli visibilità.

4. Portare l’analogico… online

Le persone non stanno abbandonando i social media. Stanno ridefinendo cosa si aspettano da essi. Vogliono ancora fare scroll, ma in modo diverso: più umano, più intenzionale, meno patinato.

Questo apre opportunità creative:

  • Formati in stile scrapbook
  • Photo dump al posto delle immagini hero
  • Sequenze grezze rispetto a contenuti molto editati
  • Texture fisiche ed elementi scritti a mano

Non si tratta di rifiutare i codici digitali, ma di ammorbidirli.

5. Riconnettere il digitale con esperienze tangibili

Un altro segnale potente: il ritorno della fisicità. Dalle note scritte a mano alle zine e alle cartoline, gli elementi tangibili stanno tornando ad occupare un ruolo centrale. Perché ciò che si può toccare, si ricorda. Per i brand, questo può tradursi in:

  • Materiali fisici condivisi con le community
  • Attivazioni IRL con cattura limitata di contenuti
  • Esperienze ibride che combinano momenti offline con storytelling online (sessioni di scrapbooking o pittura, lezioni di cucina…)

Questo non è anti-digitale, è un reset

Il più grande errore sarebbe interpretare questo trend come un rifiuto dei social media. Non lo è.

Questo movimento riflette una stanchezza diffusa verso l’uniformità, la sovraproduzione e i contenuti iperottimizzati. Il trend analogico riguarda meno il disconnettersi e più il ridefinire cosa si sente prezioso online.

Conclusione

“Tornare all’analogico” è iniziato come un modo per disconnettersi. Ma come molti cambiamenti culturali, si è rapidamente trasformato in contenuto.

Le persone scrivono nel loro diario e lo pubblicano. Scattano foto con la pellicola e le condividono. Si disconnettono e ne parlano online.

Questa contraddizione non è un difetto. È il punto. Il futuro non è offline né online. È entrambi. E per i brand, l’opportunità è chiara: non cercare di portare le persone lontano dai loro telefoni, fai in modo che ciò che vedono si senta più umano.

È esattamente qui che gli approcci basati sulla vera partecipazione dei consumatori diventano essenziali. Piattaforme come trnd sono costruite per facilitare questo cambiamento: attivando persone reali, in contesti di vita reale, per generare esperienze autentiche che si traducono naturalmente in contenuti credibili e ad alte performance.

Perché alla fine, l’autenticità non viene da come appare un contenuto. Viene da dove proviene.